Era una calda mattina di maggio, il sole brillava come non mai, fin qui sembrerebbe tutto ok, ma c’era qualcosa di strano nell’aria. Uscii di casa molto presto. Non ero riuscita a dormire, i cani fuori casa non avevano fatto altro che abbaiare tutta la notte. Ma perchè??? Pensai che probabilmente erano in fase di corteggiamento…Ma poi è così che funziona tra di loro questa fase??? Boh!!!!! Con il mio mp3 e il mio zaino continuai a camminar. Ad un tratto caddero dal cielo tanti pezzi di carta colorati. Ma cosa potevano essere? Ne presi uno e mi accorsi con stupore che quel pezzo colorato raffigurava un numero, il 3. Pensai che forse quello era il mio giorno fortunato, un segno mandato dal cielo e che quel numero avrei dovuto giocarlo. Sfortunatamente mi accorsi che non era così; una pioggia incessante di numeri stava invadendo i marciapiedi e le strade, c’erano numeri da tutte le parti: un 9, un grosso 8, un sottilissimo 1. Di colpo si sentì un grosso boato. Il trafficò si bloccò, i clacson delle auto iniziarono a suonare ininterrottamente, l’acqua delle fontane vicine iniziò ad andare di quà e di là bagnando tutti i passanti, i quali iniziarono ad urlare e a correre da tutte le parti. Mi spaventai, d’istinto chiusi gli occhi e mi tappai le orecchie. D’improvviso tutto tacque. Non ricordo quanto tempo passò, forse minuti, oppure secondi; quando riaprii gli occhi mi resi conto che tutti quei pezzi colorati erano spariti. Tutto incredibilmente riprese a funzionare come se nulla fosse accaduto. Ma cosa era successo?? La quotidianità ritornò molto presto. Ma nulla era come prima. Vivevamo tutti nella convinzione che nulla ci mancasse pur avendo la sensazione che qualcosa di grande ci era stato tolto e aspettando che arrivasse qualcuno a restituircelo. Ma cosa? nessuno più lo ricordava. Era difficile fare tutto, comprare, vendere, vivere. Dopo varie ricerche ci accorgemmo che avevamo perso un bene importante per la vita di ogni persona. Non c’erano più i numeri. Nessuno sapeva né il giorno né l’ anno in cui ci trovavamo. Una vita confusa cresceva davanti ai nostri occhi. E così passarono mesi.. Ricordo che un giorno ero seduta vicino la mia finestra, ammiravo il tramonto. Non avevo mai visto un tramonto più bello ed affascinante, ne rimasi incantata e per un attimo dimenticai ciò che aveva scombussolato la mia vita e quella degli abitanti de L’Aquila. Una vita senza numeri??? Non è vita, ne abbiamo bisogno, perché abbiamo bisogno di sapere in che anno ci troviamo, quanti anni abbiamo, che ore sono, a quale prezzo compriamo ciò che ci serve… Immaginare una vita con queste mancanze sarebbe impossibile, ci sentiremo morti dentro, incapaci nel fare le cose. Eppure c’è chi non ha la possibilità che a noi è stata offerta, chi nell’angolo soffre di Discalculia. Questo tipo di deficit è considerato l'equivalente matematico della dislessia, esso colpisce il 6% di tutti i bambini. Chi ne soffre si trova in grandi difficoltà con tabelline ed operazioni, e risulta spesso incapace di effettuare semplici addizioni e sottrazioni anche da adulto. I discalculici presentano ritmi di attività anormali in una zona del cervello chiamata 'solco intraparietale destro', che aiuta a visualizzare le immagini spaziali.Le persone discalculiche hanno difficoltà a concepire l'ordinamento dei numeri, per esempio a collegare con una linea i numeri da 1 a 100. La discalculia fa parte però di uno spettro più ampio di difficoltà legate all' apprendimento della matematica. Alcuni hanno problemi nel distinguere le decine dalle unità, altri a ricordare somme imparate a memoria. Come è possibile che un danno in un'unica area dela cervello possa causare tutti questi problemi?? Fin ad oggi questo tipo di deficit era sconosciuto ai miei occhi. E' proprio vero il detto che, nella vita non si finisce mai di imparare. Forse sono queste cose che ci fanno vedere la vita con occhi diversi, che ci fanno apprezzare qualsiasi cosa essa ci ha dato.