martedì 3 giugno 2008

LA MATEMATICA DI BERTRAND RUSSEL


"LA MATEMATICA VISTA NELLA GIUSTA LUCE, POSSIEDE NON SOLTANTO VERITA' MA ANCHE SUPREMA BELLEZZA, UNA BELLEZZA FREDDA E AUSTERA, COME QUELLA DELLA SCULTURA"

Bertrand Russel

IL MIO ALBERO GENEALOGICO




NOI E LA MATEMATICA


IL MORBO DISCALCULICO


Era una calda mattina di maggio, il sole brillava come non mai, fin qui sembrerebbe tutto ok, ma c’era qualcosa di strano nell’aria. Uscii di casa molto presto. Non ero riuscita a dormire, i cani fuori casa non avevano fatto altro che abbaiare tutta la notte. Ma perchè??? Pensai che probabilmente erano in fase di corteggiamento…Ma poi è così che funziona tra di loro questa fase??? Boh!!!!! Con il mio mp3 e il mio zaino continuai a camminar. Ad un tratto caddero dal cielo tanti pezzi di carta colorati. Ma cosa potevano essere? Ne presi uno e mi accorsi con stupore che quel pezzo colorato raffigurava un numero, il 3. Pensai che forse quello era il mio giorno fortunato, un segno mandato dal cielo e che quel numero avrei dovuto giocarlo. Sfortunatamente mi accorsi che non era così; una pioggia incessante di numeri stava invadendo i marciapiedi e le strade, c’erano numeri da tutte le parti: un 9, un grosso 8, un sottilissimo 1. Di colpo si sentì un grosso boato. Il trafficò si bloccò, i clacson delle auto iniziarono a suonare ininterrottamente, l’acqua delle fontane vicine iniziò ad andare di quà e di là bagnando tutti i passanti, i quali iniziarono ad urlare e a correre da tutte le parti. Mi spaventai, d’istinto chiusi gli occhi e mi tappai le orecchie. D’improvviso tutto tacque. Non ricordo quanto tempo passò, forse minuti, oppure secondi; quando riaprii gli occhi mi resi conto che tutti quei pezzi colorati erano spariti. Tutto incredibilmente riprese a funzionare come se nulla fosse accaduto. Ma cosa era successo?? La quotidianità ritornò molto presto. Ma nulla era come prima. Vivevamo tutti nella convinzione che nulla ci mancasse pur avendo la sensazione che qualcosa di grande ci era stato tolto e aspettando che arrivasse qualcuno a restituircelo. Ma cosa? nessuno più lo ricordava. Era difficile fare tutto, comprare, vendere, vivere. Dopo varie ricerche ci accorgemmo che avevamo perso un bene importante per la vita di ogni persona. Non c’erano più i numeri. Nessuno sapeva né il giorno né l’ anno in cui ci trovavamo. Una vita confusa cresceva davanti ai nostri occhi. E così passarono mesi.. Ricordo che un giorno ero seduta vicino la mia finestra, ammiravo il tramonto. Non avevo mai visto un tramonto più bello ed affascinante, ne rimasi incantata e per un attimo dimenticai ciò che aveva scombussolato la mia vita e quella degli abitanti de L’Aquila. Una vita senza numeri??? Non è vita, ne abbiamo bisogno, perché abbiamo bisogno di sapere in che anno ci troviamo, quanti anni abbiamo, che ore sono, a quale prezzo compriamo ciò che ci serve… Immaginare una vita con queste mancanze sarebbe impossibile, ci sentiremo morti dentro, incapaci nel fare le cose. Eppure c’è chi non ha la possibilità che a noi è stata offerta, chi nell’angolo soffre di Discalculia. Questo tipo di deficit è considerato l'equivalente matematico della dislessia, esso colpisce il 6% di tutti i bambini. Chi ne soffre si trova in grandi difficoltà con tabelline ed operazioni, e risulta spesso incapace di effettuare semplici addizioni e sottrazioni anche da adulto. I discalculici presentano ritmi di attività anormali in una zona del cervello chiamata 'solco intraparietale destro', che aiuta a visualizzare le immagini spaziali.Le persone discalculiche hanno difficoltà a concepire l'ordinamento dei numeri, per esempio a collegare con una linea i numeri da 1 a 100. La discalculia fa parte però di uno spettro più ampio di difficoltà legate all' apprendimento della matematica. Alcuni hanno problemi nel distinguere le decine dalle unità, altri a ricordare somme imparate a memoria. Come è possibile che un danno in un'unica area dela cervello possa causare tutti questi problemi?? Fin ad oggi questo tipo di deficit era sconosciuto ai miei occhi. E' proprio vero il detto che, nella vita non si finisce mai di imparare. Forse sono queste cose che ci fanno vedere la vita con occhi diversi, che ci fanno apprezzare qualsiasi cosa essa ci ha dato.

domenica 1 giugno 2008

LA SIMBOLOGIA DEI NUMERI


Valore sacro e valore magico sono stati attribuiti dalla maggior parte delle culture cosiddette primitive ad alcuni numeri (e alle figure geometriche più chiaramente in rapporto con essi).
I numeri presentano inoltre valori che tra-scendono la matematica profana in numero-se culture antiche e nelle tradizioni a esse soprawissute. Le ragioni dì tale valorizzazione dei numeri sono molteplici ed estremamente complesse. Ci limiteremo a osservare che il numero inteso come «linguaggio della natura» (Galileo) rappresenta uno dei più impor-tanti punti d'incontro fra il mondo esterno e le categorie del pensiero, le modalità del cono
scere, e quindi è particolarmente suscettibile delle valorizzazioni simboliche legate al pro-cesso gnoseologico.
Alcuni pensatori moderni (in specie C.G. Jung) hanno riconosciuto nella realtà naturale ipotetiche fondamenta oggettive delle scelte simboliche o sacrali di determinati numeri, il cui ricorso nelle varie tradizioni è statisticamente più frequente.
Alcuni numeri dell'estrazione del lotto:
molte usanze scaramantiche legate ai numeri (come l'interpretazione delle cifre abbinate ai sogni) sono un retaggio di tradizioni magico-misteriche antiche e irrazionali.

I FRATTALI IN BORSA


Negli ultimi anni, molti scienziati e matematici hanno iniziato a considerare la possibilità di prevedere l'andamento dei mercati in borsa. In questo ambito ha trovato un'importante spazio l'applicazione della teoria dei trattali. Ma che cos'è esattamente un frattale? Ne-gli anni Settanta Benoit Mandelbrot coniò questo termine facendolo derivare dal latino fractus e intendendo un oggetto, più propriamente una figura geometrica, che mostra la caratteristica di «autosomiglianza», proprietà di un insieme che, se osservato nei dettagli a scala sempre più piccola, rimane simile all'insieme di partenza. In sostanza dunque l'aspetto di un frattale non varia se ingrandito più e più volte. Mandelbrot si accorse che molti oggetti comuni, come le coste, i cristalli di ne-ve, le nuvole, gli alberi o le catene montuose, si riconducono naturalmente proprio a queste particolari costruzioni geometriche. Nasceva così una nuova branca della matematica, chiamata geometria frattale. Mandelbrot studiò questo fenomeno e affermò che il gra-
do di irregolarità rimane costante su scale diverse. Lo stesso fenomeno viene riscontrato sui mercati finanziari, dove è possibile osservare comportamenti simili sui grafici giornalieri di 60 minuti o di 5 minuti. Le sofisticate analisi condotte dai matematici e dagli scienziati hanno effettivamente appurato che nei mercati esiste una tendenza a persistere in movimenti al rialzo o al ribasso per periodi prolungati, confermando così l'esistenza dei trend già esaminati dall'analisi tecnica. La scoperta e lo studio della natura trattale dei mercati finanziari dimostrano in sostanza che le distribuzioni dei rendimenti delle attività finanziarie sono delle distribuzioni trattali che godono di alcune importanti proprietà tra cui l'invarianza rispetto alla scala temporale e l'esistenza di una «memoria a lungo termine» che lega i dati della serie storica.
Il frattale, frutto di un'elaborazione di dati
al computer, descrive in questo caso le strutture e gli andamenti del mercato finanziario.




IL MATEMATICO DELLA PORTA ACCANTO

La scelta del matematico è stata un pò ardua e difficile. Vivo a L'Aquila da pochi mesi e non conoscendo nessuno, ho avuto un pò di difficoltà nella ricerca. E' stato così che pensando a casa, al mio paese e a chi potesse in qualche modo rispecchiare questo profilo, la scelta è caduta su una persona a me molto cara, mio zio. Mio zio si chiama Saverio, ha 44 anni e non è nè un matematico, nè un fisico affermato. Vi chiederete allora perchè tale scelta.....Perchè lui è ina persona che non avendo, purtroppo, portato a termine i suoi studi ha fatto della sua passione (i numeri), il suo lavoro. Sin da piccolino ha sempre prediletto con grande dedizione le materie scientifiche. Mia nonna era molto orgogliosa di lui, che oltre agli impegni scolastici aiutava lei in negozio, studiando di notte. Passava tutto il tempo che poteva sui libri rinunciando alla partita di cacio con gli amici. In negozio era molto abile infatti, quando arrivava il momento di fare i conti, mia nonna chiedeva a lui che,prontamente li risolveva senza pensarci troppo.
Diventato più grande decise di aiutare anche suo zio, che avendo una gelateria aveva bisogno di una mano. Studiava e lavorava senza mai fermarsi. Frequentò il liceo scientifico e si diplomò con ottimi voti. Nel frattempo la salute di suo zio cominciò a peggiorare. Egli cercò allora di impegnare più forza e più tempo in entrambe le cose. I suoi numeri, la sua passione era tutto. Ma che fare? Si ritrovò in quel momento a dover fare delle scelte. Nel frattempo i clienti della gelateria aumentarono in poco tempo, e questo grazie soprattutto alla sua gentilezza e al suo modo simpatico di giocare con i clienti, e al rispetto che aveva nel fare il suo lavoro. Nell'arco di poco tempo quella piccola gelateria al centro del paese, divenne un vero e proprio ristoro sia per i turisti di passaggio, sia per la gente del posto. Ancora oggi molte persone preferiscono la sua gelateria ad altre, ritrovandosi spesso a fare una fila interminabile. Durante i periodi più affollati, tutto è organizzato, bastano poche ore di sonno per poi riprendere con più forza di prima. Credo che quando si è giovani e ci si ritrova davanti a delle scelte, non so se per paura o per facilità, ma si sceglie sempre la via meno drastica. Se avesse scelto di continuare i suoi studi, avrebbe dovuto trasferirsi fuori città, lasciando solo suo zio che nel frattempo si stava ammalando. Io non so se con nostalgia ripensa a quando era ragazzo e alla scelta che ha dovuto fare del suo futuro. So che è felice così e questo mi basta ad apprezzarlo; avrebbe potuto continuare i suoi studi, sarebbe probabilmente anzi ne sono sicura, sarebbe diventato qualcuno....Ma questo lo avrebbe reso più felice di adesso?.....